Il calore dei colori autunnali e di un
caminetto scoppiettante ci accolgono in Val di Nizza (Oltrepo Pavese) per
una due giorni di “caccia fotografica” alla fauna locale: caprioli,
cinghiali, daini, tassi volpi ecc ecc.
I primi di
novembre non sono il momento migliore per questo tipo di scatti
perché gli animali sono impigriti dai primi freddi e si muovono solo quando
le condizioni di luce non sono per noi ottimali, ma la cornice del paesaggio
è impareggiabile: colline cariche di colori tra cui si rincorrono una
soffice nebbiolina e nuvole... poco promettenti.
I gestori dell’agriturismo
Cascina Legra, che ci ospita, ci dividono in piccoli gruppi e ci
sparpagliano tra le colline sulle ‘altane’... una sorta di ‘case sugli
alberi’ (o tra gli alberi) da cui si gode una vista privilegiata sulle zone
di maggior passaggio degli animali. Cercando di non far rumore (!!) saliamo
la ripida scala fatta di tronchi e ci prepariamo “alla posta”. Man mano che
l’orecchio si abitua al profondo silenzio iniziamo a cogliere gli
indecifrabili rumori della vita del bosco... finché l’occhio scopre
l’inganno del quel prodigio della natura che è il mimetismo: il cambiamento
di un’ombra tradisce la presenza di un capriolo e d’improvviso ne appaiono
due, tre.. proprio nel prato dove una frazione di secondo prima non avevamo
notato nulla. Il silenzio è finalmente rotto dal familiare suono
dell’otturatore. La distanza e la scarsa luce non ci permettono di fare
grandi foto, ma sono grandi l’emozione e la soddisfazione.
Radunati per l’ottima cena, i fotografi
meno fortunati combattono l’invidia con dettagliati racconti di avvistamenti
epici: koala, tigri, orsi polari...
Il giorno successivo, la levataccia per la
posta con le prime luci ci lascia il tempo per un po’ di turismo: visitiamo
l’eremo di Sant’Alberto di Butrio, con i suoi bellissimi affreschi del 1484
- e il Tempio della Fraternità, posto unico, toccante e quasi sconosciuto
dedicato ai Caduti della Seconda Guerra Mondiale.
Due giorni da ricordare per l’avventura, i
bei posti e la divertentissima combriccola di amici.
Paolo Sirtori |